Il problema del corridore solitario nasce dall'osservazione di un gruppo di corridori che si muovono su una pista a ritmi costanti e unici. La domanda fondamentale è quanti di questi corridori finiranno per correre da soli, senza mai trovarsi vicini agli altri, durante il loro percorso. Questo problema ha intrigato e sfidato i matematici per decenni, diventando un argomento di studio significativo nel campo della matematica applicata.

La questione è stata discussa in vari contesti accademici, poiché si collega a numerose altre domande matematiche complesse. Ad esempio, è stato dimostrato che ogni corridore, in una gara sufficientemente lunga, si sentirà solitario ad un certo punto se ci sono sette o meno partecipanti. Tuttavia, il problema si complica con l'aumentare del numero di corridori.

Nonostante la sua apparente semplicità, il problema del corridore solitario è legato a teorie matematiche più ampie, come la teoria dei numeri e la topologia, che hanno visto significativi sviluppi nel XX secolo. Questo lo rende un esempio emblematico di come problemi apparentemente semplici possano nascondere complessità matematiche profonde.